Eliott Erwiit- Personae- Musei San Domenico Forlì

Pausa pranzo ho deciso di andare a veder la mostra a Forlì su Eliott Erwitt,orario perfetto ,non c’era nessuno quindi me la son ben goduta in solitaria e con l’audio guida.Merita davvero di essere vista.A parte diverse foto sui cani,a mio parer simpatiche ma nulla di eclatante e forse troppe, beh le altre sono davvero delle opere d’arte e non parlo delle più conosciute ,viste e riviste sui giornali o in rete tipo la coppia che si bacia ridendo riflessa nello specchietto di una macchina, ma di quelle meno famose .

La coppia che si ritrova a ballare in casa mentre stanno cucinando é una di quelle ,parla da sola.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come dice lui stesso ”non ha bisogno di essere spiegata ,altrimenti non é venuta bene”.Son piccoli momenti di vita quotidiana che lui ritrae con pellicola in bianco e nero,come i due che si baciano in macchina o il ritratto di Marilyn Monroe in accappatoio mentre scrive.

 

 

“Far ridere  é una delle cose più difficili . Se poi fai come Chaplin riesci a far ridere e piangere in alternanza allora hai toccato il vertice assoluto. “ Lui ci riesce benissimo,basta osservare la foto del bambino che ride giocando con una pistola giocattolo puntata alla tempia,per lui un semplice gioco ma che vorrebbe dire ben altro come l’altra dove ripreso é un bambino all’interno di una macchina e caso ha voluto che la foto fosse scattata con un occhio davanti ad un foro rotto nel vetro;il bambino sembra sereno ,ma chissà non volesse significar qualcosa di più serio.

 

Proseguendo la mostra mi trovo davanti alla Meraviglia delle meraviglie ; come disse Julia Roberts in “pretty Woman “ a teatro,finita l’opera la Traviata “ mi si sono aggrovigliate le budella”! ecco quello che é successo a me davanti questa foto .Parlo di mamma e figlio appena nato ,lui nudo steso nel letto sembra la stia guardando,a sua volta lei su di lui gli sorride con dolcezza e amore.Nulla di più semplice ma allo stesso tempo stupendo.Sará per la luce che filtra laterale o per il bianco nero che io adoro soprattutto se in pellicola,ma questa é una di quelle foto che parla e fa uscire tutto l’amore.

 

Struggente lo sguardo che é riuscito a cogliere in Jacquekine Kennedy al funerale del marito,si possono scorgere le lacrime attraverso la veletta.

 

“La fotografia é il momento la sintesi di una situazione,l’istante in cui tutto combacia. E’ l’ideale fuggevole”

Personae è anche una raccolta dei suoi lavori su commissione a colori ,molto particolari ma meno affascinati delle sue personali in bianco nero. Si notano comunque un certo rigore ,le linee e le vie di fuga. Bellissimi i ritratti al Che a personaggi illustri americani,sempre a Marilyn in versione mossa ,effetto movimento,quel mosso che non stona.carinissima la foto del bimbo in bici che si gira con dietro una baguette.Si dice che davanti gli avessero messo un sasso per farlo guardar dritto avanti a se.

Mi hanno colpito anche i ritratti a Kyoto fatte alle Geishe forse sarà anche perché ci sono stata da poco e non sono riuscita a beccarne una.

Per finire la parte quella sul suo alterego non mi é piaciuta poco ,é una sorta di presa in giro agli altri fotografi che usano photoshop,boo forse non l’ho capita. 

Vi consiglio  di andare  a vedere la mostra ,ora vi lascio vado a mettere un rullino bianco nero nella mia nuova rolleiflex!